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Alitosi

alitosiUno dei disturbi più seccanti dell’interno del cavo orale è senza ombra di dubbio l’alitosi, fenomeno che interessa il respiro al momento dell’espirazione dell’aria dai polmoni (bromopnea).

Seccante, naturalmente, non per i dolori che causa, visto che non ne causa affatto. Il discorso è un po’ più complicato e rientra nell’ottica delle relazioni interpersonali.
Infatti i pazienti affetti da questa patologia riescono con difficoltà a mantenere buoni rapporti con il prossimo, solitamente infastidito proprio dal cattivo odore che fuoriesce dalla bocca per esempio durante la semplice fonazione.

Grande imbarazzo provoca negli altri, che tendono a scansare il malato spesso senza neanche menzionare la causa dell’allontanamento. Ecco allora che l’alitosi diviene un elemento discriminatorio per tutti coloro i quali ne soffrono. Poiché l’uomo è un animale socievole, una caduta improvvisa nella solitudine, può portarlo allo sviluppo di insicurezze e patologie a livello psicologico molto difficili da superare. Ecco allora la comparsa di rimedi casalinghi di ogni genere, dal chewingum al chicco di caffè.

Le cause della comparsa dell’alitosi sono molte, su tutto l’ingerimento di cibi alitogeni quali possono essere aglio, cipolla, carni affumicate, pesce, spezie varie, peperoni, eccetera. L’abitudine al vizio del fumo va annoverata tra le cause principali della patologia. Naturalmente anche la scarsa igiene orale porta a problemi di alitosi. L’utilizzo non appropriato dello spazzolino risulta inutile ai fini della corretta igienizzazione. Tale strumento andrebbe utilizzato per un periodo non inferiore ai due minuti, con movimenti dall’alto verso il basso per l’arcata dentale superiore e dal basso verso l’alto per quella inferiore.

Inoltre deve trovarsi in una posizione di circa 45 gradi rispetto alla superficie del dente. L’abitudine di utilizzare il filo interdentale e i colluttori non può che rendere l’igienizzazione e la disinfettazione ancora più efficaci. Tutti questi consigli però sono validi nel caso di alitosi transitoria, ovvero la forma più diffusa e meno grave della malattia. In caso di alitosi patologica persistente, cioè la forma più aggressiva e grave del disturbo, occorre sottoporsi ad una visita di controllo medico. Questo perché il cattivo odore del fiato può essere un indice rivelatore della presenza di patologie ben più gravi, non sempre relegate all’ambito del cavo orale,  quali ad esempio:

halitosispatologia nasale

  • ipertrofia dei turbinati.

patologie polmonari

  • polmonite,
  • ascesso polmonare.

patologie del tratto enterico

  • diverticolo di Zenker,
  • cancro dell'esofago,
  • abuso di bevande alcoliche.

malattie metaboliche

  • uremia, coma diabetico,
  • coma epatico,
  • intossicazione da fosforo,
  • arsenico, selenio.

alitosi essenziale

  • espirazione di acidi grassi,
  • calcoli tonsillari,
  • tonsillolito,
  • Helicobacter pylori,
  • disturbi locali,
  • denti cariati,
  • gengiviti,
  • bimetallismo orale,
  • eruzione dei denti del giudizio,
  • stomatiti su base fungina o batterica.

La maleodorazione può essere infatti causata sì, da gengiviti e carie, ma anche da tonsillite o sinusite, e da malattie sistemiche come il diabete mellito, l’insufficienza renale cronica e da gravi forme di epatopatie. Nel primo caso il dentista interverrà sulle carie e sulle gengiviti nelle modalità che più si addicono al caso riscontrato, ma per tutti gli altri casi non può che consigliare al paziente una visita da altri professionisti medici, in base al tipo di malattia scatenante il sintomo dell’alitosi.

Rimanendo nell’ambito odontoiatrico, l’applicazione delle moderne tecnologie alla scienza medica, ha portato alla creazione di un sofisticato strumento diagnostico per l’indicazione della quantità di composti volatili solforati nell’alito, chiamato dai tecnici Halimeter.Halimeter
Tale apparecchio rende facile la distinzione tra alitosi transitoria e alitosi patologica persistente. Inoltre è in grado di isolare i casi di pseudo alitosi o alito fobia, patologie che invadono la sfera psichica del paziente, il quale crede di soffrire del disturbo di alitosi nonostante non sia affatto vero.

È una patologia rara, eppure quante persone temono di avere l’alito cattivo? Quante volte ci capita di vedere individui intenti a controllare il proprio fiato ponendo il cavo della mano davanti alla bocca? Quante volte ci è capitato di farlo noi stessi?

Probabilmente soffriamo tutti di forme leggere di alitosi transitoria e alito fobia. Forse sono i modelli imposti dalla moderna società dei consumi a spingerci verso insicurezze di questo genere. Lo sviluppo incredibile della cosmesi infatti ha portato sul mercato prodotti pseudo miracolosi, che propinano il raggiungimento di obiettivi troppo difficili: si pensi all’alito sempre fresco o al sorriso smagliante proposti ogni giorno dagli spot televisivi e dai rotocalchi.

MEDICINA ESTETICA